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San Nicola di Trullas

Il territorio del Nord Sardegna regala al visitatore e al turista numerose bellezze artistiche e culturali. Tra queste dobbiamo ricordare la chiesetta di San Nicola di Trullas a Semestene (SS).

La chiesetta si erige in mezzo alla campagna fertile dell’altopiano di Campeda e fu costruita prima del 1113 e donata dalla famiglia Athen all’eremo di San Salvatore di Camaldoli.

Annesso alla chiesetta vi era un monastero, oggi scomparso.

La chiesetta di presenta in forme romaniche, costruita in conci calcarei con inserti trachitici: l’abside, orientata ad est, ha cornice terminale a doppio listello ed archetti a doppia ghiera e lesena che divide in due specchi l’abside e in ogni specchio si colloca una monofora.

La facciata è caratterizzata da finta loggia con archi a doppia ghiera poggianti su semicolonne con peducci-capitelli decorati con foglie e disegni astratti.

L’interno è mononavato e diviso in due campate mediante un sottarco, e sovrastate da volte a crociera.
Nel 1997 è stato riportato alla luce un ciclo di affreschi di rilevante qualità pittorica.

Il ciclo si presenta frammentario e le pitture giunte fino a noi occupano le due volte a crociera, il catino absidale e lo zoccolo.

Nel catino absidale si possono intravedere tracce di Cristo in trono e ai lati quattro figure, di difficile identificazione. Sull’arco trionfale sono rappresentati i busti dei profeti.

Nella campata vicino all’abside, nelle quattro unghie della crociera sono raffigurati i quattro Evangelisti, seduti in cattedra in atto di trascrivere il Vangelo copiando dal testo che il Tetramorfo gli offre.

Nelle volte a crociera sono raffigurati i ventiquattro Vegliardi dell’Apocalisse inginocchiati e offrono delle coppe. Una fascia iridata inquadra il clipeo in cui è rappresentato l’Agnello mistico.

Nella volta della prima campata si intravedono alcune figure che rappresenterebbero le gerarchie celesti, angeli vestiti con sontuose vesti orientali e recano in una mano una sfera e nell’altra una lancia.

Nelle pareti laterali rimangono tracce di un finto velario decorato con fiori a quattro petali.

Queste pitture danno prova di un’alta qualità pittorica, testimoniata non solo dall’eleganza delle vesti, dalla ricchezza delle fasce decorative e dall’attenzione del pittore nella resa per i particolari, essa risiede soprattutto nel tentativo di dare espressione ai volti attraverso l’ombreggiatura della barba, del naso, degli occhi rivolti al cielo e nella resa realistica delle pieghe degli abiti.

 

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