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Il Parco archeologico di Pranu Muttedu – Goni

Goni, un piccolo paese situato in provincia di Cagliari, che offre un ambiente naturalistico ancora intatto.

La zona è caratterizzata dalla presenza di boschi di  lecci  e querce da sughero e da vaste zone coperte da una folta macchia mediterranea, dove è possibile trovare  molte varietà di funghi e raccogliere degli ottimi asparagi selvatici.  

Crescono spontaneamente  anche  moltissime  varietà di  erbe  aromatiche  che danno  all'aria  un inconfondibile profumo di  natura selvaggia,  un posto  ideale per  fare delle escursioni nei boschi  e passare una giornata   all'aria aperta.

Prima di arrivare al centro abitato, situato come dice il nome in un angolo tra le colline, si incontra il Parco archeologico di Pranu Muttedu  (Piana dei Mirti).

Localizzato su una vasta area di grande bellezza naturalistica, costituisce il più importante bene del comune di Goni, uno dei resti archeologici più integri tra i patrimoni scientifici posseduti, ubicato su uno dei siti più elevati e dal quale si domina gran parte del territorio con una fascinosa veduta sul lago Mulargia.

Pranu Muttedu ospita uno dei più  interessanti complessi  megalitici della  Sardegna.

La località che occupa  una vasta area e  comprende  numerose  tombe  di diversa tipologia, circoli di pietra,  grandi menhir,  pietre  con coppelle  scavate, e non può  essere  sicuramente considerata una  semplice necropoli  ma un’importante area di culto.

La zona archeologica viene, per la sua importanza visitata da studiosi e turisti provenienti da tutte le parti del mondo.

Le tombe hanno portato alla luce oggetti riferiti alla cultura di Ozieri (Neolitico finale, 3200-2800 a.C.) al primo Calcolitico (2800-2600 a.C.).

I menhir sono circa 50 e rappresentano il maggiore raggruppamento della Sardegna.

Distribuiti variamente, in coppia, in allineamenti, in piccoli gruppi, sono realizzati con l'arenaria locale in forma ogivale o subogivale e superficie anteriore piana. 

Nella località “Peinconi” limitrofa al centro abitato è notoriamente risaputa la presenza di affioramenti paleontologici a chiamati “graptoliti”, conosciuti per la loro specifica importanza nel mondo scientifico a valenza mondiale. I graptoliti sono fossili del Siluriano (paleozoico), si tratta di animali marini con forma rabdosoma, cioè di bastoncelli dentellati ogni dente era la “casa” dell’animaletto.

 

Per arrivare a Goni ed ammirare la sue bellezze naturali e storico-artistiche si percorre la strada provinciale 387.

Dopo aver oltrepassato S.Andrea Frius si procede per una strada ultimata di recente, che collega questo paese con S.Basilio, oppure ci si giunge  tramite la strada provinciale. Senorbì- Goni.

 

 

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