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Cagliari: la Sella del Diavolo. La città tra storia e leggenda

Si racconta che in tempi antichissimi i demoni guidati da Lucifero terrorizzavano la popolazione la quale si rivolse per aiuto all'arcangelo Michele, che discese sulla terra con una schiera di angeli.

Ebbe luogo a quel punto una battaglia tra i due schieramenti e dopo alterne vicende l'armata infernale si diede alla fuga, durante la quale Lucifero perse la sella del suo cavallo che, caduta in mare, si pietrificò in uno scoglio mantenendo la sua forma.

La caratteristica sella si trova in cima al colle di Sant'Elia in località Calamosca dove parte il percorso del promontorio attraverso il quale, davanti a un paesaggio incantevole del golfo di Cagliari, si incontrano oltre alla profumata flora della macchia mediterranea alcuni ruderi che testimoniano presenze dell'uomo in questo luogo sin dall'età neolitica.

Sono visibili i resti di una cisterna punica, la cui acqua veniva utilizzata per le funzioni del vicino tempio dedicato ad Astarte, dove si praticava il culto della “prostituzione sacra”.

Nel Museo Archeologico di Cagliari si conserva un frammento di lastra marmorea che ne testimonia l'esistenza: “Ad Astarte Ericina questo luogo”.

E' presente anche una cisterna romana, chiamata “sa bucca e su diau”, con un sistema di canalizzazione nel quale si riversavano le acque piovane.

La vicina torre della Lanterna, costruita nel 1282 dai Pisani e in seguito utilizzata dagli Spagnoli al posto di un'altra torre crollata, assunse proprio per la presenza delle cisterne il nome di “Poueht” che in catalano significa “pozzetto” e che fu poi esteso a tutto il litorale cagliaritano del Poetto.

Nei ruderi del tempio di Astarte trovarono rifugio i primi cristiani, tra i quali l'eremita San'Elia che subì il martirio per mano dei sicari inviati dal preside romano Caio Barbaro agli ordini dell'imperatore Diocleziano (III secolo d.C.).

Il corpo del martire fu recuperato e sepolto nel colle allora chiamato Falcone, che da quel momento assunse il suo nome, colle di Sant'Elia, e sul quale venne eretto un santuario in suo onore di cui rimangono solo i resti della fondazione.

Il colle di Sant'Elia è soggetto a controllo militare ma il percorso che consente di arrivare fino alla cima alla Sella del Diavolo è libero e percorribile dai cittadini a piedi o, per i più sportivi, in bicicletta attraverso un sentiero segnalato da un cartello e da macchie di vernice sulle rocce, raggiungibile dall'unica strada, che dal piazzale di Calamosca costeggia l'Hotel sulla destra.

Gli interessati possono effettuare l'escursione liberamente o con la guida fornita da diverse associazioni, come il Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra, con partenza dal piazzale di Calamosca raggiungibile anche con i mezzi pubblici con il bus 5/11.

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