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Cagliari non solo spiagge

Il Parco di Molentargius è una vasta area umida compresa in un territorio vasto circa 1400 ettari, che vi sorprenderà appena giungerete a Cagliari. Molti turisti non sono a conoscenza della presenza in città del Parco, ma per fortuna negli ultimi anni la città si è organizzata con bus turistici e accompagna gli interessati a visitare uno dei luoghi più notevoli dell’isola.

La zona è costituita da bacini di acqua dolce e acqua salata separati da una piana: Is Arenas. Le zone ad acqua dolce sono costituite dagli stagni del Bellarosa Minore e Perdalonga. Le zone di acqua salata comprendo gli specchi d'acqua dell'ex sistema produttivo delle Saline di Stato di Cagliari, costituiti dal Bellarosa Maggiore o Molentargius, dallo stagno di Quartu, saline di Cagliari e dal Perda Bianca. 

Un tempo questo luogo (fino al 1985) era produttivo: infatti era un sito importante per l’estrazione del sale. Questa attività molto probabilmente risale ai tempi dei fenici e continuò per secoli sotto la dominazione spagnola e poi sabauda. È proprio nel periodo in cui la Sardegna faceva parte del regno sardo-sabaudo che inizia una fase di grande prosperità per la produzione del sale. Per l’estrazione vennero utilizzati i carcerati piemontesi e del vecchio carcere cagliaritano di San Bartolomeo, ancora oggi è possibile vedere l’edificio che li ospitava chiamato “edificio dei forzati”.

Attualmente si possono ammirare le costruzioni relative all’attività dell’estrazione del sale, come l’edificio dei dirigenti, le abitazioni degli impiegati, il teatro, la chiesa e naturalmente i laboratori, importanti testimonianze di archeologia industriale. Introno agli anni ’80 del 1900 la produzione cessa a causa dell’inquinamento delle acque di alcune zone.

Nel 1999 nasce il Parco grazie alla Legge Regionale n°5 del 26/02/1999, il cui obiettivo principale è quello di tutelare e valorizzare un sito di interesse internazionale, riconosciuto come luogo di sosta, svernamento e nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici.

L'elemento naturalistico di maggior rilievo è sicuramente la presenza di numerose specie ornitiche (ne sono state censite circa 230), le quali nidificano nonostante la vicinanza all’area urbana e alla presenza umana. Le specie di uccelli, che si possono ammirare passeggiando nei percorsi del Parco, sono l’airone bianco, airone rosso, la garzetta, il germano reale, il falco di palude, il pollo sultano, l’avocetta, il cavaliere d’Italia, la sterna comune e la sterna zampenere, di grande fascino il fenicottero rosa. Il fenicottero rosa è sicuramente l’attrazione principale del Parco, il quale a partire dagli anni novanta ha iniziato a nidificare, attirando l’attenzione di studiosi internazionali. Nidifica precisamente nel Bellarosa maggiore, nelle cui acque saline trova i componenti fondamentali della sua dieta (Artemia salina).

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