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Percorsi d’arte ad Ulassai

Ulassai è un paese del centro della Sardegna arroccato tra le montagne dell’Ogliastra, immerso nel verde dei boschi di querce, agrifogli e ginestre, su cui incombono le vertiginose pareti dei “Tacchi”, spettacolari strutture rocciose calcaree, meta degli appassionati di free climping.

Da qualche decennio questo paese, per secoli isolato e sconosciuto, è diventato uno dei centri artistici più suggestivi e importanti della nazione. Paese natale dell’artista internazionale Maria Lai, Ulassai conserva le maggiori e più importanti opere dell’artista sarda nel museo voluto dalla stessa artista. Il museo è sorto all’interno di quella che era la vecchia stazione del capolinea di Jerzu delle “ferrovie Complementari”, restaurata e adibita a museo nel 2006.

Il museo chiamato “Stazione dell’arte” è la prima tappa di un percorso che porta il visitatore in “viaggio” lungo le strade principali e le stradine antiche, verso la grotta de “Su Marmuri” e l’antica chiesetta di “Santa Barbara”, attraverso questo cammino si potranno ammirare le diverse opere che Maria Lai ha creato all’interno e all’esterno del paese.

Il Museo della Stazione dell’arte è organizzato in tre diversi edifici, uno è destinato all’accoglienza del visitatore e alla biblioteca, i restanti sono adibiti all’esposizione di opere d’arte.

Gli artisti principali che arricchiscono la collezione sono:

  • Maria Lai
  • Guido Strazza (“Segno”, “Centro blu”)
  • Costantino Nivola (“Libro”)
  • Pinuccio Sciola (“Pietre”)
  • Antonio Marras
  • Igino Panzino

 

Dell’artista Maria Lai ricordiamo le opere appartenenti al ciclo dei Telai (“Telaio della terra”, “Telaio del meriggio”), le serie dei libri cuciti (“Il dio distratto”, “Libro scalpo”), le opere in terracotta e in ceramica, le opere in juta e tela.

Negli spazi esterni sono presenti altre opere dell’artista, come “Fiabe intrecciate” del 2007 dedicata ad Antonio Gramsci. Nel 1981 il paese di Ulassai è stato coinvolto in una vera e propria performance di Land Art, intitolata “Legarsi alla montagna”.

Maria Lai ha coinvolto tutti gli abitanti del paese per ricordare un avvenimento tragico della storia di Ulassai: nell’800 il crollo di parte della montagna provocò la morte di tre bambine, un’altra bambina di salvò e stringeva in mano un nastro celeste.

Ed è proprio il nastro celeste che gli abitanti legarono alle proprie case, porte e vie per poi essere dispiegato e legato al monte Gedili. Uno dei percorsi artistici più suggestivi realizzati da Maria Lai è rappresentato dalle installazioni che si possono vedere lungo le vie del paese e nelle strade che collegano al sito di Santa Barbara e alla grotta de “Su Marmuri”.

Entrando in paese sulla sinistra su un alto muro di contenimento troviamo “Le capre cucite” realizzate con graffe metalliche; “Il muro del groviglio” lungo la strada che conduce alle grotte, dove sono incisi pensieri sull’arte e l’uomo; “La strada del rito” creata in cemento in cui sono raffigurati i pani e i pesci.

Un’altra importante opera che arricchisce il paese e che ha coinvolto l’artista Maria Lai, Costantino Nivola, Luigi Veronesi, Guido Strazza è il “Lavatoio comunale”. La costruzione risale ai primi anni del ‘900, ma è stata oggetto di ristrutturazione e di interventi artistici negli anni ’80. Maria Lai ha dato vita al groviglio di fili e corde che si intrecciano ai tubi del soffitto per formare un enorme telaio; di Costantino Nivola è la “Fontana sonora”, su dei tubi sono appoggiate delle tegole in bronzo dove scorre l’acqua, la quale produce un suono armonioso, quasi fosse un canto.

Luigi Veronesi ha creato la “Fontana del calice”, collocata nella parete destra esterna dell’edificio, è realizzata attraverso frammenti di marmo bianco e rosa e di granito che vanno a formare delle mezzelune. Il piazzale antistante il “Lavatoio” è stato ideato dall’artista Guido Strazza.

Utilizzando il granito bianco e nero e il marmo bianco, Strazza ha tracciato delle delicate linee sinuose che ricordano la forma della spiga del grano. Stesso disegno è stato riportato nel mosaico presente nella parete sinistra dell’edificio.

 

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