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Prospettive Social nel medioevo sardo

I Social Network oggi imperversano dovunque, una moltitudine di “tweet”, “mi piace”, “follow me”, “tag” e quant'altro che si propongono come la nuova maniera di condividere informazioni, eppure tanto nuova non sembrerebbe.

Nei tanti viaggi alla scoperta del patrimonio della Sardegna non è raro infatti imbattersi in consuetudini antiche poco conosciute ai più, ma che hanno un qualcosa di straordinariamente attuale.

Come molti sanno la Sardegna è una delle terre che ha mantenuto nei secoli pressoché immutati i stupendi monumenti del passato, palazzi signorili e chiese che raccontano in ogni pietra la storia dei sardi.

Ed è proprio nel caratteristico paesino di Bonorva, ed in particolare nella chiesa romanica di San Francesco, o almeno di quello che ne resta, che abbiamo incontrato una tradizione in uso nel medioevo, il “sandalo del pellegrino”, un vero e proprio “tag medievale”.

Come il miglior sistema di condivisione dell'epoca, ecco nelle pareti della chiesa un'incisione raffigurante il simbolo del sandalo, lasciato da fedeli in pellegrinaggio allo scopo di sancire in qualche modo la propria presenza in un luogo sacro per la cultura dell'epoca.

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Sono diverse le chiese medievali che riportano questo simbolo, ma ritrovarlo in questa piccola chiesa abbandonata ha un suo effetto, il pensiero va al ruolo di grande importanza che un tempo ricopriva questo luogo di culto e di come i pellegrini gli avessero conferito il compito di custodire un messaggio di fede nei secoli.

Della chiesa resta poco, eppure questi simboli sono ancora ben visibili, quasi fosse un tentativo estremo di svolgere sino all'ultimo il compito che gli era stato affidato.

Oggi probabilmente i fedeli utilizzerebbero gli smartphone per condividere le proprie esperienze di fede, eppure il fascino di ritrovare dopo secoli un esempio concreto e tangibile della storia sarda non è certo paragonabile ad un tweet virtuale che si perderà presto nell'universo infinito del web.

Certo è che se ora si mettessero tutti a pasticciare o incidere le pareti dei monumenti sarebbe la fine, quindi continuate a taggare e condividere, soprattutto quando si parla di cultura lasciate che il vostro messaggio arrivi il più lontano possibile, questo è l'unico modo che abbiamo per difendere la nostra storia, fatta, anche e soprattutto, di monumenti meno conosciuti e a volte abbandonati come questi.

 

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