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Viaggio nel Nord Sardegna

Immagina di vistare un mondo, e immagina di impossessarti del tempo, della storia e delle storie della Sardegna. Il mio continuo viaggiare nell'isola è sempre pieno di scoperte.

Sarà che cultura, ambiente e natura nella mia terra fanno da padroni di casa. Così in un attimo luce è meraviglioso scoprire che bastano davvero brevi spostamenti per assaporare i tanti volti dell'isola! Il Capo di Sopra, come diciamo noi Sardi meridionali per indicare il nord, che parte rigorosamente dalla Barbagia, è un vero e proprio tesoro.

Sembra di non poterli nemmeno immaginare tutti insieme i nuraghi, le domus de janas, i castelli e le chiese, i musei e le collezioni, e le tradizioni con le usanze ancestrali, e invece eccoli lì, ad appena cento chilometri da casa mia.

Ciò che però mi ha colpito di più è stato il contatto così ravvicinato con il mondo dei pastori e con quello dei contadini, che ho visto all'opera come maestri dell'olio e dei formaggi, "signori" de vino e dei liquori, "maghi" degli insaccati.

In genere i visitatori rimangono estasiati dalla nostra cultura del bere e del mangiare, che con sobrietà segue i ritmi delle stagioni. Difficile resistere alle chicche dell'enogastronomia di Sardegna, tutte figlie di una filosofia che ha radici antiche e che denota sapori e amori del palato. Nella mia gita ho davvero avuto l'imbarazzo della scelta. Benissimo!

Sarà un'ottima scusa per qualche altro giro! I "percorsi" scelti, infatti, possono essere tutti intriganti e all'insegna del gusto! Pane, vino, mirto, olio, salumi, carne, pesce e dolci! Nel Nord Sardegna la cultura che nasce dal contatto con la terra e il mare, i due elementi che marcano fortemente la tavola, ha un non so che di affascinante. Il tutto nonostante i sapori siano essenziali.

E poi, cosa da non trascurare, c'è l'affetto indescrivibile di una sincera e disinteressata ospitalità! Per questa volta mi sono accontentato di una gita di tre giorni nella provincia di Sassari con cinque tappe fondamentali.

Da Castelsardo, sovrastata dall'affascinante borgo fortificato alla ridente Alghero, dalla Santissima Trinità di Saccargia, testimonianza del romanico-pisano al Duomo di Sassari, fino alle botteghe artigiane di Pattada, dove alcuni maestri mantengono viva la tradizione dei coltellinai. Mi raccomando: se passate da Alghero non perdetevi una visita alle cantine Sella e Mosca, azienda storicamente impegnata nella valorizzazione delle uve locali, Torbato e Cagnulari! La varietà di paesaggi è indescrivibile a parole. Dalle spiagge alle distese di vigne e cereali, dalle montagne alle colline questa zona è una vera e propria danza di colori.

E, perla delle perle, se volete innamorarvi della ricchezza di sapori e gusti di una cucina povera ma fedele alla tradizione gastronomica del territorio non potete non recarvi all'Antica Hostaria di Sassari! Quie ho gustato la migliore pasta con polpette di carne di cavallo, per non parlare del pane zichi con pomodoro fresco, dello stufato d'asino in crosta e della torta di datteri e frutta secca!

Tutto eccezionale, come la paella algherese e gli ottimi piatti di mare che ho avuto modo di gustare a Castelsardo. Bene, ho detto fin troppo, potrei rimanere ore a scrivere su luoghi, cibo e persone, ma vi toglierei il gusto di un'avventura ricche di sorprese che vale la pena d'essere vissuta!

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