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Nella valle dei tacchi in Ogliastra: la scala di San Giorgio

La “Valle dei tacchi” è situata nella zona centrale dell’Ogliastra, sul lato orientale della Sardegna. E’ una zona affascinante, ricca di paesaggi e monumenti naturali, su cui aleggiano leggende e storie tutte da scoprire. Una in particolare, risalente al Medioevo vede coinvolti Osini e il sito naturale più famoso del suo comune.

Osini e la scala di San Giorgio

A pochi chilometri dal centro abitato di Osini si può ammirare la scala di San Giorgio, proclamata monumento naturale dalla regione Sardegna nel 1989.

Il sito si chiama “scala” in quanto il nome “skala”, in lingua sarda, si può tradurre come accesso ripido ed accidentato e indica una via montana scoscesa, ed è proprio la descrizione adatta a questa località.

La scala di San Giorgio si erge in un’altitudine di 900 mt sul livello del mare, su un ripiano calcareo che sovrasta il centro abitato. Il sito è rappresentata da una stretta gola contornata da pareti rocciose, nata dalla frattura verticale del bordo del ripiano calcareo.

Il monumento è un valico che mette in comunicazione due valli, delimitato da una strada, resa asfaltata, che permette a tutte le persone un rapido e semplice accesso, direttamente dal paese.

E’ possibile visitarla e ammirare la maestosità, in tutte le stagioni, specialmente nella tarda primavera e nella stagione estiva, si può apprezzare questa zona immersa nella natura incontaminata.

Tutto intorno è possibile respirare l’aria pura, filtrata dalle fronde degli alberi di leccio, che accompagnano lungo i viottoli che si snodano nell’intero percorso, che gira intorno alla gola rocciosa.

Con l’aiuto di alcuni gradini si può accedere fino alle pareti verticali, dove si può godere del paesaggio di tutta la valle sottostante, e tra dolci colline e sentieri tortuosi, scrutare la distesa del limpido mare.

Sempre nella sommità si può raggiungere la parte più alta denominata “Su Casteddu” ( il Castello ). Il nome suggerisce la presenza di un castello durante l’epoca medievale, oppure una roccaforte militare risalente all’epoca bizantina.

Non c’è nessuna fonte storica che avvalla questa tesi, ma intorno alla sommità sono state reperite alcuni manufatti risalenti proprio alla dominazione bizantina che permettono di inquadrare il periodo storico a cui si può far risalire il toponimo della località.

La leggenda della Scala di San Giorgio

La sua natura aspra e selvaggia l’ha resa protagonista di una leggenda nata nel Medioevo, per mano di San Giorgio Vescovo.

Secondo una fonte agiografica del 1117, il santo, primo vescovo della diocesi di Suelli, era impegnato nel viaggio pastorale per conoscere tutti i territori appartenenti alla sua diocesi, compreso quindi il centro di Osini.

Il santo giunto davanti al ripiano calcareo di Osini e notata la difficoltà per attraversarlo, pregò l’intercessione divina per poter creare la frattura nella roccia e rendere comunicanti le 2 valli.

A testimonianza di questa leggenda è possibile ammirare, nella roccia spaccata, le impronte degli zoccoli dei cavalli, che avevano accompagnato il Santo.

Sempre vicino al monumento per dare ristoro ai viandanti, il Santo fece scaturire una sorgente d’acqua per approvvigionarsi delle scorte d’acqua.

L’acqua è protagonista di un altro miracolo legato al Santo, nel tempo successivo alla sua morte, vennero sempre celebrate le messe in suo onore. Durante la celebrazione di una di queste messe, in una sorgente vicino l’acqua iniziò a bollire, precisamente per 3 volte.

I partecipanti alla messa stupiti bevvero l’acqua e notarono come avesse proprietà benefiche e potere curativo. Da quel giorno, la sorgente venne battezzata con il nome di “sorgente di santità” e fu meta di pellegrinaggio da parte dei malati, nei secoli successivi.

Gli abitanti di Osini, in onore e per ringraziamento verso il Santo, fecero costruire, nel XIV secolo, una chiesa intitolata al vescovo. La devozione continua tutto oggi con la festa, che si svolge, ogni anno alla fine aprile, che coinvolge l’intera comunità attorno alla figura del Santo, che ha segnato nei secoli, la storia religiosa del centro ogliastrino.

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