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Il mistero della chiesa di San Pancrazio nelle campagne di Sedini

Distante dal centro abitato del comune di Sedini, in mezzo alla campagna, nella provincia di Sassari, si erge la chiesa di San Pancrazio, monumento religioso risalente al XII secolo.

La chiesa, costruita su un’altura, è visibile dai tornanti della strada provinciale per raggiungere il centro abitato.

Intorno a questo monumento esiste una storia ricca di fascino che, affonda le sue radici, nel Medioevo e nella presenza dell’Ordine dei Templari in Sardegna.

La storia della chiesa

La chiesa, come si nota dalla foto, presenta a primo impatto già una particolarità, non ha l’abside, ovvero la struttura semicircolare con cui si conclude in linea generale la pianta di una chiesa.

La presenza del muro dritto, a posto dell’abside, è giustificato dal l’adattamento della chiesa di una parte di un monastero, presumibilmente del XII secolo, che sorgeva in questa località.

La storia narra che tale monastero facesse parte di una rete di complessi monastici, costruiti anche nei comuni limitrofi, sorti nelle alture e di importanza strategica per il controllo del territorio da parte dell’allora governo giudicale medievale.

San Pancrazio, secondo alcuni studiosi, era situata all’apice di una croce virtuale, formata dall’unione con gli altri monasteri circostanti, meta di pellegrinaggio in quel periodo storico.

Ai giorni nostri la chiesa si può visitare a metà maggio, il giorno della festa di San Pancrazio, ma all’esterno è possibile ammirare lo stesso i simboli particolari presenti.

La parte inferiore del basamento presenta delle incisioni nella pietra a forma di sandalo, che si ripetono lungo tutto il perimetro.

Mentre meno particolare è la presenza dell’incisione delle lettere alfa e omega dell’alfabeto greco, a testimoniare l’inizio e la fine del mondo, elemento iconografico ricorrente negli edifici religiosi.

All’interno dell’edificio la chiesa presenta delle particolarità uniche e contornate di mistero. Le finestre hanno un’apertura che ricordano le feritoie di un castello che non quella di una chiesa.

All’interno è presente un caminetto, elemento che non rientra negli arredi di una chiesa destinata al culto.

Durante il restauro è stata rinvenuta una nicchia contenente delle ossa di cranio, appartenute a bambini e donne. Inoltre sono stati individuate altre nicchie utilizzate come essiccatori per erbe o depositi di materiali. Testimonianza di altri usi, non certo, legato al credo cattolico.

Tutte queste unicità, al centro delle ricerche degli studiosi, fanno della chiesa di San Pancrazio, un luogo affascinante e ancora tutto da scoprire, che merita la sosta nel piccolo comune sassarese.

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