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Il lago Baratz in Sardegna: tra attività sportive, pesca e leggende

Il lago Baratz è l’unico lago naturale della Sardegna. Situato nella parte nord-occidentale dell’isola, nel comune di Sassari, offre la possibilità di svolgere numerose attività sportive, oltre alla pesca. Il lago è circondato da una fitta boscaglia che ne aumenta il fascino e accresce le leggende che lo vedono come protagonista.

Una sorta di mostro di Lochness sardo che rende il lago Baratz ancora più misterioso. Ti abbiamo fatto venire un po’ di curiosità? Tranquillo, vedrai che alla fine di questo articolo la tua sete di leggende sarà placata!

Il lago Baratz: tra gli aspetti naturalistici, la flora e la fauna

Il lago Baratz si trova a soli 30 km da Sassari, in prossimità di Porto Ferro, e si estende su una superficie di 400.000 m². La sua forma è irregolare, simile a un rettangolo, presenta tre insenature nella parte superiore. Tutto attorno è circondato da un bosco di conifere che lo protegge dal territorio circostante. Le dune separano il lago dal mare poco distante.

Oggi il lago Baratz è riconosciuto dall’Unione Europea come Sito di Interesse Comunitario (SIC), compreso nell’Area 5 del Parco Geominerario Sardo. Un aspetto naturalistico rilevante è dato dalla vicinanza con altri due parchi importanti: il Parco Naturale Regionale Conte e il Parco Nazionale dell’Asinara. L’unione di questi siti naturalistici aumenta il valore di questo particolare angolo di Sardegna.

La flora e la fauna del lago contano numerose specie. In primavera è possibile ammirare ben 20 tipologie di orchidee che fioriscono spontaneamente nella zona. Durante tutto l’anno, soprattutto all’alba e al tramonto, è possibile avvistare volpi, cinghiali e porcospini che raggiungono le rive del lago per abbeverarsi.

Lago Baratz - Sassari
Lago Baratz – Sassari (Fonte: Wirbellose.at)

Dal 2000 il Centro per l’educazione ambientale e la sostenibilità (CEAS) è una realtà molto importante per il comune di Sassari. Si tratta di un centro che organizza numerose attività educative dando maggiore priorità all’esplorazione diretta degli ecosistemi del luogo. Sono tanti gli Enti Pubblici e le Associazioni che decidono di organizzare attività sfruttando le numerose risorse del Lago Baratz.

Come visitare il lago e quali attività si possono svolgere

Il bosco attorno al lago Baratz è caratterizzato da numerosi sentieri, facilmente percorribili, che portano alle principali attrazioni del parco. Inoltre, esiste un sentiero interamente attrezzato per disabili che permette di raggiungere uno dei principali punti per l’osservazione degli uccelli.

Il birdwatching è una tra le attività svolte con maggiore frequenza dai visitatori, grazie ai numerosi volatili che popolano il cielo sopra il lago. Oltre a questo esistono alcuni servizi offerti dal CEAS come:

  • Affiancamento ai docenti per la progettazione e la realizzazione delle attività di educazione all’ambiente
  • Attività didattiche per le scuole
  • Consulenza alle Amministrazioni Pubbliche e alle Aziende private che operano nel settore della sostenibilità
  • Attività di formazione e aggiornamento.

Le leggende del lago Baratz

Le leggende sul lago Baratz sono tante, alcune più affascinanti di altre. Quella a noi nota racconta la storia di una città, Baratz, che sorgeva in corrispondenza del lago e che oggi giace sommersa dall’acqua insieme al suo popolo.

Gli abitanti di questa città vivevano nel lusso e nell’agio dimenticando però le leggi divine e commettendo ogni genere di peccato. Così Dio pensò di punirli per la loro condotta. In città c’era però una donna che lo aveva sempre servito con fede ed obbedienza, decise infatti di salvarla inviandole un angelo durante la notte per avvertirla del ericolo. L’angelo le ordinò di preparare un cesto con pane e frutta e un’anfora d’acqua, e al mattino avrebbe dovuto abbandonare la città di Baratz, poichè sarebbe stata distrutta come punizione divina.

Durante il percorso, lungo la strada verso la Nurra, la donna non avrebbe mai dovuto voltarsi indietro e guardare l’inondazione che avrebbe distrutto la città. E così, all’alba la donna prese la cesta e l’anfora e iniziò il suo viaggio. Al primo rumore però, si girò a guardare la città disubbidendo alla volontà divina.

Così anche la donna venne travolta e da all’ora giace in fondo al lago, insieme alle rovine dei templi e delle ville dell’antica città.

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