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Il vulcano sardo: escursione nel monte Sant’Antonio

Escursione nel monte Sant'Antonio

La Sardegna è una terra antica che in passato ha avuto una ricca attività vulcanica. Ancora oggi è possibile trovare alcuni rilievi originari da vecchi vulcani ormai addormentati. E il monte Sant’Antonio, anche conosciuto anche con il nome di Monte delle Code, è proprio uno di questi affascinanti rilievi.

Situato nel comune di Macomer, il monte Sant’Antonio è una delle aree più suggestive per organizzare escursioni esplorative dell’isola. Qui infatti è presente un’elevata concentrazione di nuraghi e siti archeologici, a indicare quanto questo posto un tempo fosse ritenuto un luogo riservato e sicuro in cui abitare.

Sei curioso di scoprire il questo particolare angolo di Sardegna? Ecco come organizzare la tua escursione!

Il monte Sant’Antonio: il tour tra sentieri e percorsi immersi nel verde

Il monte Sant’Antonio ha un valore ambientale, naturalistico e archeologico di grande importanza. Ad aumentare il fascino di questo luogo è la meravigliosa vista che si può godere, una volta arrivati in cima, di tutto il territorio che lo circonda.

I sentieri partono dalla valle del monte e si inoltrano a salire nella fitta boscaglia fino ad arrivare davanti alla piccola chiesa campestre dedicata a Sant’Antonio da Padova, situata in cima al rilievo, risalente al 1800 e fatta costruire da un ricco proprietario terriero in segno di devozione.

Chiesa di Sant'Antonio da Padova (Fonte: wikimapia.org)
Chiesa di Sant’Antonio da Padova (Fonte: wikimapia.org)

Come detto, si tratta di un’area particolarmente ricca di nuraghi e siti archeologici come ad esempio il complesso di Tamuli, che conta tre tombe dei giganti, un nuraghe e un villaggio. Il tutto è incorniciato da una fitta vegetazione fatta di roverella, agrifoglio, alloro e leccio. Come potrai ben immaginare, ad una ricca vegetazione si accompagna una fauna altrettanto numerosa: i conigli selvatici, la rara lepre tipica sarda, i cinghiali, la volpe, la donnola e la marmotta. Insomma, è impossibile non restare affascinati dall’escursione al monte Sant’Antonio.

Complesso di Tamuli (Fonte: naturagrezza.blogspot.it)
Complesso di Tamuli (Fonte: naturagrezza.blogspot.it)

Un elemento di forte richiamo è dato da “Sa Ucca e S’Inferru”, che significa “la bocca dell’inferno”, ovvero una voragine di origine vulcanica molto suggestiva.

Infine, non sarà difficile notare lungo i numerosi sentieri i piccoli rifugi realizzati dai pastori che in passato portavano qui il pascolo, ormai abbandonati e perfettamente immersi nella vegetazione.

Ti stai chiedendo quando e come visitare il monte Sant’Antonio a Macomer? Ecco tutte le informazioni utili!

Quando e come visitare il monte Sant’Antonio

L’escursione al monte Sant’Antonio non prevede percorsi complessi e difficili, questo permette a chiunque di esplorare liberamente il rilievo. In base alla nostra esperienza possiamo dirti che per una visita completa è sufficiente una mezza giornata. In questo modo, dopo aver visitato il monte, potrai dedicare il resto della giornata a esplorare il territorio circostante. Ti suggeriamo di fare un salto a Bosa, poco distante dal rilievo, che nel 2015 ha vinto il titolo di comune più bello d’Italia.

Il periodo migliore per organizzare l’escursione è tra febbraio/giugno e settembre/novembre: questi sono i mesi migliori per godere del perfetto clima.

Hai deciso di visitare il monte Sant’Antonio oppure ci sei già stato e hai qualche curiosità da raccontarci su questo affascinante luogo? Condividi con noi la tua esperienza! 🙂

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