Guida Sardegna > Ricette e piatti tipici sardi > La Carapigna: gelato al limone della tradizione sarda

La Carapigna: gelato al limone della tradizione sarda

La Carapigna

Caro turista,

oggi vogliamo raccontarti la storia di un’antica ricetta sarda che in pochi conoscono, quella della Carapigna. Se anche tu hai sentito parlare di questo particolare gelato/sorbetto e hai pensato di fare una ricerca veloce per saperne qualcosa in più, sei nel posto giusto!

Molti pensano che i prodotti tipici in Sardegna si ricollegano principalmente a primi e secondi piatti, con qualche dolce che rende completo il pranzo della tradizione. E invece anche il gelato può essere riconosciuto a tutti gli effetti come ricetta tipica sarda.

Ma da dove nasce? Come viene prodotta? E quali sono le sue origini? Continua a leggere e scopriamolo assieme!

Le origini antiche della Carapigna

La Carapigna è molto simile a un sorbetto al limone, dal colore bianco candido e dalla consistenza che ricorda la neve fresca. Ed è proprio da qui che ha origine questa umile bevanda dissetante e rinfrescante.

Sa Carapigna (fonte: Sardegna Digital Library)
Sa Carapigna (fonte: Sardegna Digital Library)

Siamo ad Aritzo, un bellissimo borgo situato nella Barbagia di Belvì, in mezzo a un bosco di castagni e noccioli lungo le pendici di Genna ‘e Crobu. Il paesaggio è molto caratteristico ed è forse anche per questo che da sempre è stata una meta turistica molto ambita. Una delle località più belle e affascinanti è la Funtana Cugiada (fontana chiusa) situato a circa 1400 metri di altezza e che si estende per oltre due mila ettari. Questo territorio appartiene ai desulesi dal 1913.

Ti stai chiedendo cosa c’entra tutto questo con la Carapigna?

La Funtana Cungiada non aveva nulla a che vedere con i sistemi idrici necessari per fornire l’acqua all’intero territorio. Si trattava di una vera e propria neviera con uno scopo ben preciso: raccogliere la neve durante i mesi invernali per poter essere riutilizzata nei mesi estivi e trasformata in Carapigna.

La fontana chiusa era a metà tra un nuraghe e un pozzo, veniva ricoperta di paglia e felci, che permettevano di tenere al riparo la neve fino ai mesi caldi. Una volta creato il blocco di ghiaccio, questo veniva tagliato e suddiviso in grandi scatole di legno che permettevano ai pastori di trasportarlo facilmente in giro per la Sardegna. Infine, si aggiungeva un po’ di limone tritato e un po’ di zucchero… e la Carapigna era pronta.

Vuoi visitare le neviere più antiche del territorio? Oltre alla Funtana Cungiada, ti suggeriamo quella di Genna ‘e Crobu, Sa Serra, Montes d’Iscudu, Erbas Birdes e Bruncuspina, tutte situate nel territorio di Desulo.

Hai trovato interessante il nostro articolo sulla Carapigna? Allora condividilo con i tuoi amici su Facebook! 😉

Tags:

Related posts

Lascia un commento!

Comment