Escursioni Trekking in Sardegna: la guida completa

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Trekking una passione o uno sport?

L’uomo cammina dalla notte dei tempi, si è sempre spostato per conquistare nuovi territori e costruire nuove frontiere alla ricerca di posti dove poter trovare se stesso e migliorare la specie.

Al giorno d’oggi noi camminiamo per diversi motivi, camminiamo per andare al lavoro, camminiamo per tenerci in forma, camminiamo per motivi di salute derivati da un’attività sedentaria a cui l’uomo è stato costretto dai ritmi lavorativi degli ultimi decenni.

Ma innanzitutto camminare è una passione, non ci vuole nulla, solo buona volontà e un abbigliamento adatto.

Il termine trekking deriva dal verbo inglese “to trek”e non significa altro che camminare lentamente, quindi un’attività che possiamo fare tutti.

La Sardegna offre tantissime opportunità per effettuare escursioni di trekking di vari livelli, dal principiante al più esperto. In questa breve guida ti forniremo consigli utili per organizzare le tue escursioni passo dopo passo.

Trekking in Sardegna per principianti

Per pratricare trekking è necessario allenarsi e scegliere percorsi adatti alla nostra capacità, al nostro fisico e alla nostra attività fisica pregressa!!

Certo chi fa un lavoro sedentario seduto dietro una scrivania 8 ore al giorno ha bisogno di un allenamento iniziale maggiore a chi per lavoro cammina già qualche kilometro.

Il trekking in Sardegna non deve essere vissuto solo come passeggiata in mezzo alla natura ma va percepito come uno sport con le sue regole e la sua dovuta preparazione.

La difficoltà ovviamente varia anche in base all’ambiente dove si cammina, anche gli esperti del trekking in pianura possono trovare difficoltà a camminare per ore, per esempio, in un sentiero di montagna con discese e salite che, mettono a prova l’organismo.

 

Trekking urbano

Da un paio di anni a questa parte sta nascendo anche una nuova forma di trekking adatto a tutti il trekking urbano, per dare la possibilità proprio a tutti di poter beneficiare dall’attività del camminare.

In tutte le città principali della Sardegna, come Cagliari, Sassari, Alghero, Olbia, Oristanto, Nuoro, etcc., è possibile cercare e trovare associazioni di volontariato che organizzano percorsi all’interno del perimetro urbano.

Sono perlopiù itinerari di poche pretese per chi non ha la possibilità di spostarsi nel territorio circostante ma non vuole perdersi l’occasione di fare una sana e salutare passeggiata.

Itinerari di trekking in Sardegna

La Sardegna offre variegati percorsi di trekking, da compiere sul mare o sulle colline interne, tutti di egual fascino che corrono dal Nord al Sud dell’isola.

Abbiamo selezionato alcuni tra i tragitti più affascinanti da non perdere nella nostra terra.

Escursioni Zona Nord Sardegna. Provincia di Sassari e Olbia – Tempio

Da Saltara a Conca Abalta: L’escursione è lunga 15 km, caratterizzata dal paesaggio tipico gallurese, che affascinò in maniera particolare Garibaldi durante una delle sue prime visite in Sardegna.

Dal lago di Baratz alle prigionette: I sentieri si estendono lungo il territorio algherese dove è possibile ammirare il lago naturale di Baratz e la spiaggia Porto Ferro caratterizzato dall’arenile rossiccio e dalle dune imponenti modellate dal maestrale.

Da Santa Teresa a Stazzo Lu Pinnenti: Questo percorso si snoda su 12 km lungo la costa gallurese, dove si può sia conoscere la particolarità dei luoghi, sia dal punto di vista naturalistico che dal punto di vista storico.

Da Capriuleddu allo Stazzo La Gruci: Questo sentiero è perfetto per immergersi nella natura incontaminata tra passeggiate in foreste di leccio e conche di granito modellate dal maestrale

Da Santa Reparata a Sos Littos – Sas Tumbas: Dalla bellissima spiaggia di Santa Reparata partono dei sentieri lungo i quali si possono avvistare molti esemplari della fauna locale, tra cui anche l’aquila reale

Escursioni Zona Est Sardegna. Provincia di Nuoro – Ogliastra

Da Pedra Longa a Cala Fuili rinomato anche con l’appellativo di “ Selvaggio Blu” . Questo tragitto che si snoda nella zona ogliastrina è uno dei percorsi più difficili di trekking. E’ diviso in 7 tappe e il percorso si alterna tra boschi incontaminati e cale marine meravigliose.

Da Montarbu a Taccu Isara: il percorso parte dalla casermetta di Montarbu e arriva fino a Taccu Isara, nel comune di Seui. Imponenti rocce e sorgenti d’acqua al riparo di foreste intatte saranno le tue compagne in questo bel sentiero.

Da Funtana Bona a Genna Duio: il sentiero è all’incirca percorribile in 7 ore e si snoda lungo il complesso maestoso centrale del Gennargentu

Da Lanaitto a Genna Silana: Il tragitto è complesso per il dislivello da coprire. Si passa dal Supramonte di Orgosolo fino al versante di Urzulei, dove si può camminare nella gola del Gorroppu, il canyon più grande a livello europeo.

Su Marmuri: il percorso prende il nome dalle famose grotte del comune ogliastrino di Ulassai, tra le più estese in Europa. Il tragitto ha notevoli punti di interesse panoramici immersi nella natura e impreziositi dalle sculture dell’artista contemporanea ulassese Maria Lai.

Escursioni Zona Ovest Sardegna. Provincia di Oristano – Cagliari

S’Urbale: il percorso parte dal comune di Teti e passa in luoghi interessanti dal punto di vista archeologico nel villaggio santuario di S’Urbale e di Abini, antico conglomerato nuragico di notevole valore artistico

Su Mudregu Guada Pedra Lada e Ponte fiume Taloro: Il sentiero parte dal ponte sul fiume Tirso e gira intorno a piccole foreste, dove è possibile ammirare anche l’esemplare del daino

Nolau: Il tragitto è molto interessante dal punto di vista storico e artistico. Lungo il percorso si possono visitare chiese del periodo romanico e domus de janas intatte. Il sentiero offre anche paesaggi incantati sul lago Omodeo.

San Costantino: Il tragitto è compreso nel territorio del comune di Sedilo, ricco di fascino e storia legate al culto del santo imperatore romano
Alamoiu Ponte di Oddimoro – Oasi di Assai: Si parte dal centro di Nughedu Santa Vittoria e si arriva fino all’oasi naturalistica di Assai, in cui si possono vedere alcuni esempi di fauna locale, tra cui il cervo sardo.

Escursioni Zona Sud Sardegna. Provincia di Cagliari – Carbonia e Iglesias

Pula: l’itinerario segue l’antica strada romana che parte dal centro abitato di Santa Margherita di Pula e arriva fino alla spiaggia di Chia, passando lungo tutto il tratto costiero della zona.

Sella del diavolo: il percorso si snoda lungo il colle famoso della città di Cagliari che si affaccia sul mare cittadino. E’ possibile ammirare la flora e la fauna locale e le costruzioni di ogni epoca storica che si susseguono lungo il cammino.

Da Baccu Malu a Castiadas: Il percorso è immerso nelle foreste dei Sette Fratelli, habitat incontaminato del cervo sardo

Da Nebida a Masua: Si parte dal centro di Nebida e si cammina lungo il sentiero, in parte sulla litoranea costiera, per arrivare a godere della meravigliosa vista del faraglione di Pan di Zucchero.

Da Xorreddus ad Armungia: Il tragitto è di 16 km circa, nella zona del Gerrei, all’ìnterno della provincia cagliaritana e, si conclude nel paese di Armungia, centro dove si possono visitare i luoghi cari al politico sardo Emilio Lussu

Un progetto particolare per il trekking: la montagna terapia

Sui benefici psicologici legati al camminare in generale ne abbiamo parlato sopra ma il camminare in montagna è protagonista anche di un bel progetto che vede coinvolti anche le persone con disabilità fisiche o mentali.

Il progetto diffuso e organizzato in alcune regioni italiane, tra cui il Veneto la Sardegna e il Lazio, ha lo scopo di organizzare percorsi adatti alle persone con disabilità che allevia, tal volta in maniera sostanziale, le loro sofferenze e migliora la loro vita.

E’ un approccio a carattere riabilitativo – terapeutico seguito in molti casi dal centro di salute mentale dell’asl, in alcuni casi da associazione private e volontari.

Raggiungere la vetta di una montagna rappresenta un successo, il raggiungimento di un obiettivo e in questa ottica si organizzano queste particolari escursioni.

Per arrivare alla vetta serve fatica, sudore, volontà e impegno e questi sono i punti forza della terapia ideata e studiata dagli operatori dei centri salute mentale.

Anche se è stato necessario utilizzare molte risorse alla fine ogni persona può arrivare alla meta prefissata e la meta raggiunta è come l’obiettivo nella vita.

L’impegno e la volontà sono le risorse a cui attingere quando i traguardi sembrano lontani e inavvicinabili.

Le persone con disabilità o con particolari difficoltà vivono queste esperienze come un successo personale e una dose di iniezione di fiducia che migliora notevolmente il tenore di vita.

Escursioni in gruppo o escursioni in solitaria?

Il trekking può essere fatto in solitaria o con un gruppo, tutto dipende dalla personalità e dal carattere di ogni persona. Non c’è nessuna controindicazione a fare le escursioni in solitaria, a patto che tu abbia un po’ di esperienza nel percorso che hai deciso di intraprendere.

L’unica controindicazione è trovarsi in una situazione di pericolo, come per esempio, durante un’emergenza medica. In questo caso è più difficile dare l’allarme e farsi dare una mano di aiuto se una persona è sola.

L’altro problema rientra nei casi di smarrimento. La paura degli escursionisti non esperti è smarrirsi ma questo poco c’entra nell’essere da soli o in gruppo.

In questo caso c’entra solo l’esperienza. Se l’escursione di gruppo non ha individuato un capo escursione, il problema dello smarrimento è uguale sia in solitaria che in gruppo.

Anche se nel gruppo si potrebbe individuare il percorso di rientro posizionandosi in punti strategici e chiamando ad alta voce per orientarsi meglio nella natura. Mentre in solitaria l’uomo da solo potrebbe, se non esperto, farsi prendere dal panico, trovandosi in un posto senza vie d’uscita accessibili.

Il fattore psicologico pesa maggiormente nel pericolo e nello stress, quindi almeno che, non abbia già avuto esperienze in situazioni tali, è meglio optare per le uscite di gruppo.

Se invece hai deciso di percorrere questa avventura da solo ricordati di lasciare il dettaglio del percorso a qualcuno prima della partenza.

Trekking con la famiglia e bambini al seguito

Tanti si pongono il problema se è possibile portare con sé la famiglia e i bambini e come in tutte le escursioni il segreto è l’organizzazione, e portare i propri frugoletti diventerà una bellissima esperienza da condividere tutti insieme.

Per far apprezzare le escursioni ai bambini il segreto è coinvolgerli già da piccoli nelle passeggiate, alla fine vivranno il trekking come un’abitudine familiare a cui non si può rinunciare.

Bambini fino ai 3 anni

I bambini piccoli fino ai 3 anni hanno difficoltà nel camminare e per quest’età è necessario munirsi di zaini porta bambini comodi per entrambi. Lo zaino perfetto deve essere realizzato con materiale morbido e confortevole, d’altronde potrebbe essere la culla dei bimbi, lungo la passeggiata. Deve essere dotato di spalline regolabili, cintura in vita e tendina che possa fungere da riparo per il sole.

Bambini dai 4 agli 8 anni

Bambini di quest’età possono già camminare per qualche kilometro ma ovviamente hanno necessità di un percorso adatto anche alle loro esigenze. E’ bene documentarsi prima di intraprendere tragitti che possono risultare difficoltosi.

Bambini dagli 8 anni in su

I bambini di 8 anni sono già grandetti e possono anche affrontare percorsi di trekking di una certa lunghezza e possono essere responsabilizzati anche nella guida dell’escursione.

Preparate lo zainetto anche per loro con la borraccia dell’acqua e la scorta del loro cibo è un incentivo a farli sentire più motivati e partecipi .

L’unico problema può essere rappresentato da bambini non abituati che semmai si sentono poco stimolati a quest’avventura. Per questo motivo è giusto trovare qualche spunto interessante da proporre ai bimbi.

Ecco alcuni suggerimenti:

  • Includere nel percorso, dove possibile, laghi o fiumi, i bambini adorano giocare con l’acqua e fare una pausa in un luogo così è un ottimo espediente
  • Organizzare un picnic a fine percorso
  • Raccontare storie lungo il tragitto sui luoghi che si stanno visitando. Conosciamo tutti la passione dei bambini per le storie, ancora meglio se sono di genere fantasy
  • Fermarsi a spiegare la flora e la fauna del posto è anche un ottimo insegnamento al rispetto della natura e di tutti i suoi abitanti.
  • Pianificare una notte in un rifugio per ammirare le stelle ed ascoltare i suoni della natura circostante

Buone abitudini prima di praticare trekking

Il segreto per fare trekking e non essere subito stanchi è, iniziare la preparazione con percorsi semplici e di poca durata. E’inutile impegnarsi in un sentiero difficile se poi devi rimanere una settimana a casa sul divano per recuperare l’eccessivo sforzo fisico.

All’inizio allenati con lunghe passeggiate veloci per aumentare la resistenza, poi inizia con un percorso con poco dislivello per allenare il corpo alla fatica delle salite.

Per il principio modera la velocità, regola i tuoi passi in base al respiro, se inizi ad affannare rallenta e ricomincia. Con il tempo riuscirai ad aumentare la velocità e a gestire il respiro in maniera regolare.

E’ doveroso fare una pausa ristoratrice, per bere e rintrodurre nell’organismo i liquidi persi, non sono consigliate pause continue per non perder il ritmo della camminata.

Se il percorso prevede qualche tratto in salita, fermati nel tratto pianeggiante, per agevolarti poi nella ripartenza del tragitto.

Parola d’ordine: Costanza

Quando inizi un percorso preparatorio per fare trekking e ti dedichi a qualche tragitto impegnativo, il segreto è non mollare la presa. E’ sconsigliato dedicarsi per un paio di mesi a camminare per poi abbandonare e non fare più attività fisica per altrettanti mesi.

Il segreto è mantenere un allenamento costante. Se puoi dedicare solo il week end al trekking, per esempio, per mantenere in allenamento le gambe, cammina il più possibile. Puoi andare a fare la spesa a piedi, raggiungere il posto di lavoro a piedi, fare le scale per arrivare a casa, sono piccoli gesti quotidiani che aiutano a mantenerti in forma.

Trekking per tutti

Il trekking è lo sport adatto a tutte le età, ogni persona può praticarlo senza problemi, può organizzare la preparazione e gestire la fatica a secondo della tua possibilità. Anche per la preparazione munisciti di un abbigliamento adatto, non è necessario comprarsi un abbigliamento costoso basta saper scegliere con i dovuti particolari.

Opta per magliette di tessuto tecnico e per le scarpe preferite degli scarponcini alti, atti a proteggere le caviglie. Tutti questi elementi ti permetteranno di sfruttare al meglio tutti i benefici del camminare porta con sé.

Perchè praticare il trekking

La ricerca medica degli ultimi anni ha ormai constatato che una regolare attività fisica aiuta a mantenere il fisico e la mente a livelli ottimali, permette di fare una scorta di energia che il corpo utilizza per i momenti di stress o semplicemente, attinge alle risorse, quando siamo seduti in ufficio davanti al pc.

Dal punto di vista medico non ci sono controindicazioni per il trekking, tolte ovviamente eventuali patologie da valutare con il proprio medico di famiglia.

Dal punto di vista fisico

Il corpo riceve benefici per tutti gli apparati: i muscoli e i legamenti si rafforzano, il cuore e i polmoni lavorano meglio e le articolazioni diventano più snodate e di conseguenza più sciolte.

Il cuore e il suo apparato è il muscolo che più in assoluto trae vantaggi dal camminare. Le pareti del cuore costituite da muscolo si ingrossano e si rafforzano, in quanto sono sottoposte a un lavoro maggiore ma di costanza regolarità.

In questo modo riesce ad introdurre maggiore quantità di sangue al suo interno ad ogni battito e a diminuire il ritmo con cui deve contrarsi per assicurare un adeguato apporto di ossigeno a tutti i vasi sanguigni del corpo. Di conseguenza, la frequenza cardiaca si rallenta e il cuore, sia sotto sforzo che a riposo, lavora di meno perché si stanca di meno.

Un altro beneficio è il controllo dell’ipertensione i vasi sanguigni si irrobustiscono, diventano più elastici e la pressione sanguigna diminuisce. Di tutto ciò ne usufruiscono le arterie coronarie, ovvero i vasi che pompano il sangue nel cuore, che si sviluppano e lavorano meglio. Inoltre i capillari dei muscoli ricevono più ossigeno e fanno meno sforzo per adempiere al loro compito.

La respirazione, fondamentale nel trekking

Il trekking aiuta a migliorare la funzione respiratoria, quando si cammina a lungo la respirazione aumenta ovvero ogni volta che si introduce e si butta fuori l’aria. Aumentando il volume dell’aria introdotta nei polmoni si allenano i muscoli della cassa toracica che aiutano ad allargare le costole e a comprimere il cuore, e in tal modo lavorano in maggiore economia.

Trekking, un aiuto per la mente

Camminare porta notevoli benefici anche alla sfera mentale e psicologica delle persone. Camminare aiuta a scaricare la tensione nervosa e combatte sia lo stress che gli stati d’ansia che, ormai sono la conseguenza della nostra vita moderna.

Fare trekking in un ambiente sereno, senza i rumori se non quelli tipici della natura, aiuta a mantenere un livello mentale che ti isola dalle preoccupazione e dalle tensioni. Aumenta l’appetito e dona una nuova carica d’energia e una voglia di vivere in allegria.

Nelle passeggiate è possibile anche fare incontri piacevoli con altri appassionati. E’assodato come in queste escursioni si instaurino nuove conoscenze e amicizie che durano a lungo nel tempo. La socializzazione è un importante fattore per il benessere psicofisico, nonché è uno dei 5 fattori individuati dalla ricerca, responsabili della longevità umana.

Come scegliere l’abbigliamento adatto per fare trekking

L’abbigliamento adatto per il trekking si basa sull’itinerario scelto, in base alla meta che sia in montagna, pianura o mare ci sono delle regole comuni da seguire.

La scelta dei vestiti adatta non è per niente banale il comfort è dato anche della comodità e soprattutto dalla praticità dell’abbigliamento.
In linea generale una regola che vale per tutti è vestirsi a cipolla, il vecchio segreto è l’ideale anche per le passeggiate in tutte le località prescelte.

Non caricarti di inutili indumenti realizzati con materiali non adatti, il giusto mix per il tuo comfort e la sicurezza lo troverai con il tempo, nel mentre puoi seguire questi utili consigli.

Pianificare il percorso

Anche il trekking ha necessità di un outfit di base per trascorrere una giornata all’insegna del comfort, con gli indumenti che non devono mai mancare per l’abbigliamento ideale.

Giacca impermeabile contro il vento e la pioggia. Fondamentale per i repentini cambi climatici, soprattutto nelle stagioni intermedie. Molto utile da riporre sempre nel fondo dello zaino per le escursioni in alta quota. In questo caso si può abbinare a una giacca interna in pile, per il trekking in montagna.

Giacca in pile. Capo utilissimo per la sua praticità e leggerezza nelle passeggiate di tutte le stagioni, tranne ovviamente nelle stagioni calde. Da tenere nello zaino se il trekking si svolge in montagna e,prevede di arrivare a una quota superiore ai 3000 mt di quota.

Maglietta. La sua scelta a torto viene scelta con poca cura, al contrario, deve essere il capo più importante perché a contatto con la pelle. Il materiale migliore è la lana merinos permette di asciugarsi velocemente e, soprattutto, non puzza, a differenza del materiale sintetico. In ogni caso portati sempre una maglietta di ricambio nello zaino, da cambiare durante le pause.

Maglietta a maniche lunghe. Da mettere sempre nello zaino e in tutte le stagioni.

Pantaloni. Per la stagione estiva è meglio il modello corto , tranne se l’escursione prevede arrivare ad un’alta quota in montagna, in tal caso porta con te un paio di pantaloni lunghi. Ormai esistono materiali leggeri e allo stesso tempo confortevoli che sia indossati o sia da riporre nello zaino aggiungono pochissimo peso. Vietati assolutamente i jeans, limitano i movimenti e una volta bagnati possono rimanere bagnati per tutto il giorno.

Calzini. Da preferire i calzini realizzati in materiale sintetico, rafforzati nelle zone di maggiore sfregamento.

Berretto. Un classico berretto con frontalino è perfetto per aiutarti contro i raggi del sole.

Zaino. Munito di tutto l’occorrente a cui abbiamo dedicato a parte un capitolo qui sotto.

Vademecum per la preparazione dello zaino

Partiamo da una regola fondamentale, nello zaino vanno messe solo le cose indispensabili, non è necessario sobbarcarsi di roba inutile che nella maggior parte delle volte non viene utilizzata.

Il peso dello zaino deve essere proporzionato, devi tenere conto che lo dovrai portare sulle spalle tutto il tempo dell’escursione. Se poi l’escursione prevede più di una giornata è giusto bilanciare, ancor di più, il peso.

Come per l’abbigliamento, anche la preparazione dello zaino sarà molto più semplice e immediata, dopo qualche escursione in più. Anche lo zaino prevede qualche variabile in base all’esperienza ma in linea generale ci sono le norme valevoli per tutti.

Oggetti indispensabili per l’escursione di una sola giornata:

– Maglietta di ricambio

– Pantaloni lunghi

– Scorta di cibo

– Borraccia di acqua

– Kit di pronto soccorso

– Bussola e carta topografica

Oltre a questi oggetti se l’escursione prevede più di una giornata con pernottamento in un rifugio:

– Sacco a lenzuolo o sacco a pelo

– Cambio di vestito

– Spazzolino

– Saponetta scegli il formato piccolo dell’albergo

– Asciugamano in microfibra

Nel caso il pernottamento sia all’aperto:

– Tenda

– Fornelletto. Utilissimo per cucinare qualcosa di caldo

– Scorta di cibo e acqua adeguate

Per le escursioni che prevedono l’utilizzo di più giornate è meglio riporre i ricambi dei vestiti in buste separate. Sono protette dalla pioggia e in più l’igiene e l’ordine ci guadagnano.

Come posizionare gli oggetti nello zaino da trekking

Per avere un buon bilanciamento di peso è necessario posizionare gli oggetti in maniera ordinata ed equilibrando tutte le parti, per non aver il carico pendente solo da un lato.

Lo zaino fatto ad hoc influirà positivamente sul comfort e sulla sicurezza della tua escursione, basterà seguire 6 regole semplici:

1. Sul fondo vanno messe le cose più leggere come il sacco lenzuolo, la maglietta di ricambio o la giacca leggera

2. Al centro vanno posizionati la giacca in pile, pantaloni e il cibo

3. In alto la borraccia con l’acqua

4. Nella patella la bussola e la carta topografica

5. Concluso lo zaino, il peso dovrà essere centrale e non sui lati

6. Non appendere nessun oggetto fuori dallo zaino, si può impigliare nei rami e ostacolarti la passeggiata.

L’alimentazione ideale per il trekking

I pasti sono fondamentali per garantire all’organismo la capacità di mantenere ad un livello ottimale l’apporto calorico necessario allo sforzo.
Seguire un’alimentazione corretta è necessario in ogni attività del nostro vivere quotidiano e in particolar modo, per le camminate che necessitano di accorgimenti maggiori per il dispendio energetico.

Per esempio, se nel percorso sono presenti discese e salite, l’alimentazione avrà bisogno di un diverso apporto calorico. Si è calcolato che, nei tratti di salita, di media si consuma fino a 500 Kcal / ora. Valore che va calcolato insieme ad altri fattori come l’età, il peso oppure fattori climatici come la temperatura dell’ambiente.

Nell’alimentazione è compreso anche la parte dei liquidi da introdurre, si stima che si può perdere fino a 2 lt d’acqua. Avere una idratazione ottimale porta l’organismo a mantenere le prestazioni ottimali.

Vediamo nel dettaglio, una dieta da seguire per una giornata all’insegna del trekking.

Cosa mangiare a colazione

Una buona colazione è la partenza perfetta per l’apporto calorico giusto che dovrebbe essere del 20 / 30 % del totale giornaliero. La colazione andrebbe fatta 2 ore o massimo 1 ora prima della camminata.

Per non avere problemi digestivi preferisci gli alimenti non pesanti ma ricchi di calorie: cereali e biscotti integrali, marmellate e succhi multivitaminici. Per gli zuccheri opta per il miele che introduce un apporto calorico giusto. Se la tua preferenza volge verso il salato il pane integrale con uova e prosciutto sono un ottimo abbinamento.

Cosa mangiare durante il trekking

Nel corso delle camminate è fondamentale mantenere il fabbisogno calorico per non incorrere in un calo glicemico. Non si deve arrivare mai ad avere fame perché il recupero dell’energia è lungo e nel mentre, possono esserci altre conseguenze come nausea o vomito.

Per questo l’ideale è mangiare ad intervalli regolari: pasta, riso, mais e frutta sono gli alimenti da preferire.

Per mantenere il livello glicemico ideale nel sangue, è necessario introdurre il giusto apporto del fruttosio.

I fichi, i datteri, uva, mele, pere e miele sono gli alimenti che non devono mancare nello zaino. Se preferisci puoi anche mangiare le gelatine di frutta, frutta secca, barrette ai cereali per gli spuntini da consumare ad intervalli di 2 / 3 ore.

Se consumi il pasto, per esempio in un punto ristoro, non appesantire il tuo stomaco con piatti troppo abbondanti o ipercalorici, pur sempre c’è tutta la strada di rientro da fare.

Bere in modo costante

Per l’apporto dell’acqua bevi a intervalli regolari dai 300 ai 600 ml / ora, per compensare la perdita dei liquidi durante lo sforzo fisico.
Sono da escludere le bevande ad alto contenuto di zuccheri, l’apparato digerente ha più difficoltà a scindere ed assimilare questo tipo di zuccheri.

La cena dopo l’escursione

La cena è il pasto di recupero dopo lo sforzo fisico della giornata. Brodo ricco di sali, pasto o riso sono perfetti per reintegrare i sali minerali persi. Sono da consumare con moderazione gli insaccati e le carni, per non elevare la quantità di acido urico nell’organismo.

Un altro alimento sono i legumi come ceci e fagioli, accompagnati da pasta o riso, anche i formaggi magri e le uova sono un buon abbinamento. Puoi accompagnare il tutto con un buon bicchiere di vino rosso, ricco di antiossidanti.

I benefici psicofisici del trekking

Andare in montagna o camminare anche immersi nella natura, come abbiamo già scritto, porta notevoli benefici psicofisici, tra cui alcuni sono stati universalmente riconosciuti e per altri è necessario aspettare la conclusione di ricerche ed esperienze.

I benefici riconosciuti sono:

– Incentivo a condurre una vita sana, come riduzione del fumo e una dieta più sana

– Maggiore consapevolezza di sé e autostima

– A livello fisico: riduzione del peso, controllo della glicemia, benefici per l’apparato cardio circolatorio e capacità respiratoria

– Effetto antidepressivo

– Affrontare e sconfiggere i propri limiti

– Ricarica naturale di energia e di fiducia verso se stessi

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